I Karesansui sono giardini giapponesi caratterizzati dall’assenza d’acqua. Proprio per questo motivo, qualche volta, sono chiamati “giardini secchi” e, impropriamente, “giardini zen”. Viaggiare in Giappone significa anche avere la possibilità di visitare queste piccole, grandi opere d’arte naturale. Il Sol Levante, infatti, è costellato di numerosi giardini Karesansui. Se ne possono ammirare di magnifici sia a Kyoto, che a Tokyo, come in qualunque altra parte dell’arcipelago giapponese. Vi consigliamo pertanto di mettere nella lista dei luoghi da visitare, uno o più di questi spettacolari giardini, per non perdervi il loro mutevole aspetto da stagione a stagione. Vediamo quindi di conoscerne meglio le caratteristiche che distinguono queste strutture naturali e dove poter visitare le più belle in assoluto.

Karesansui: definizione e significato

I giardini giapponesi Karesansui fanno parte, di frequente, di monasteri buddhisti. Sono strutture profondamente radicate nella religione orientale. Il Buddismo, ad esempio, esprime l’importanza della natura nel proprio credo attraverso svariati elementi presenti nei giardini: rocce, sabbia, ciottoli e siepi. Il nome karesansui vuol dire letteralmente “natura secca“. Questa particolare tipologia di giardino è anche chiamata:

  • kasansui (仮山水) – natura provvisoria
  • furusansui (故山水) – natura antica
  • arasansui (乾泉水) – natura asciugata
  • karesansui (涸山水) – natura docile

Questi nomi vogliono esprimere un valore molto più filosofico ed indicare tutti i concetti che si trovano dietro l’ideazione e la progettazione di questi spazi.

Karesansui: storia ed origini

I Karesansui vantano un’origine molto antica. Le prime composizioni risalgono addirittura al Periodo Heian, quando comparvero nei palazzi nobiliari shindenzukuri di Kyoto. All’inizio però non erano ancora stati concepiti come spazi a sé stanti e contenevano ancora acqua. Quindi si trattava semplicemente di una porzione di giardino, all’interno di un più ampio spazio verde.

Karesansui

Il passaggio a modello indipendente di giardino è stato raggiunto all’interno dei monasteri del buddhismo zen durante il Periodo Muromachi (1336-1573). In quel periodo i Karesansui divennero delle rappresentazioni astratte della realtà. Il concetto di area verde senza necessità di una fonte approvvigionamento idrico, si è poi evoluta ed estesa anche in campo laico. Oggi i Karesansui sono molto diffusi in ogni area del Giappone. Le loro caratteristiche hanno reso possibile realizzare degli spazi verdi, anche là dove non è presente una fonte d’acqua.

Dove andare a vedere i Karesansui più belli del Giappone

Quando si parla di Karesansui non possono non essere citati i giardini del Saihō-ji e quelli del complesso Daitoku-ji. Entrambi sono stati costruiti a Kyoto durante il Periodo Muromachi. I giardini del Saihō-ji fanno parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e denominati come Monumenti Storici della città di Kyoto. Il giardino è conosciuto anche come “tempio del muschio”, perché tutta la superficie calpestabile dell’area è interamente ricoperta di muschio. Anche il karesansui è rivestito di muschio. Il karesansui è privo di ghiaia e lo spazio verde è concepito per un puro e semplice godimento estetico.

Daitoku-ji invece è un complesso composto da oltre 20 distinti edifici religiosi, pagode e stanze per la cerimonia del tè. Nei monasteri Daisen-in e Zuihō-in, presenti in questo complesso, spiccano dei fantastici karesansui. Nel monastero Daisen-in è presente un karesansui circolare che gira intorno ai quattro lati dell’edificio. Il giardino è composto da cascate di ghiaia, cortili completamenti vuoti composti da un pavimentato a ghiaia bianca e due coni di ghiaia.

Il karesansui del monastero Zuihō-in è stato realizzato nel 1961 dal celebre progettista di giardini del XX secolo Mirei Shigemori. Il giardino giapponese presenta una tipica forma a C, con un mare di ghiaia, onde rappresentate da rocce sporgenti, una zona completamente ricoperta di erba e sentieri e una distesa di ghiaia da cui spiccano rocce che compongono una croce latina. In questo luogo infatti si trovano le tombe dei daimyō Oomoto di Bungo, che erano cristiani.

Karesansui esterni

All’esterno del complesso Daitoku-ji è possibile comunque trovare e ammirare altri splendidi karesansui. Il più celebre rimane sicuramente quello del tempio Ryōan-ji a Kyoto. Si tratta di uno spazio recintato da un muro di argilla e costruito nel 1977. Il giardino è grande 25X10 e presenta una pavimentazione in ghiaia dalla quale spuntano 15 diverse rocce disposte in gruppi (da sinistra) di 5, 2, 3, 2 e infine 3 elementi. È curioso osservare che mettendosi a sedere sulla veranda del tempio che si affaccia sul giardino, non è mai possibile vedere tutte e 15 le rocce contemporaneamente, da qualunque punto di vista, se non dall’alto. Diverse le interpretazioni di questa enigmatica disposizione. Sicuramente però rimane un’attrazione assolutamente da non perdere durante una visita a Kyoto.