Sicuramente per chiunque volesse visitare il Giappone i souvenir potrebbero diventare un problema perché non si sa bene cosa prendere o cosa regalare. Una scelta sicura è quella delle bambole kokeshi, queste bellissime bambole sono caratteristiche, originale e hanno una storia davvero interessante.

Regalare quindi una bambola kokeshi spiegandone la storia o il suo significato rende questo oggetto ancora più prezioso.

Qualche notizia storica sulle bambole kokeshi

Le bambole lokeshi nascono come giocattoli per i bambini. Nel tempo però sono diventate, soprattutto per gli adulti, delle belle e importanti opere di artigianato e di arte. Non a caso, oggigiorno anche i turisti restano colpiti dalla loro bellezza e semplicità.

Nella storia recente la loro diffusione in Giappone inizia nell’era Showa ed in particolare nel periodo che va dal Grande Terremoto del Giappone Orientale al Terzo boom economico, quindi durante gli anni Cinquanta e Sessanta.

Il loro boom a quell’epoca fu dovuto sia ad un richiamo nostalgico al passato sia ad un ritorno alle origini che richiamava a vivere un Giappone semplice come quello di una volta.

A questo si aggiunge anche il fattore economico. Il Grande Terremoto spinse i giapponesi, in virtù della solidarietà, di sostenere l’artigianato del proprio paese. Stesso discorso vale per il Terzo boom economico, anche qui i giapponesi, per aiutare la loro economia aveva incentivato l’acquisto di prodotti nazionali.

Non è da sottovalutare anche il significato spirituale dato a queste bambole che era quello di allontanare catastrofi, portare guarigione e fortuna al possessore.

Storia delle bambole kokeshi: quando sono nate?

Come detto sopra uno dei motivi per cui le bambole kokeshi hanno avuto un boom nel secolo scorso, che ancora continua questi anni, è per il loro richiamo al passato.

Queste bambole risalgono infatti al periodo Edo e quindi all’inizio del XIX secolo.

Gli artigiani che diedero vita a queste bambole si chiamavamo kijishi (木地師) o rokuroshi (轆轤師) che si occupavano principalmente di creare ciotole, vassoi e mestoli.

Già da quel tempo i giapponesi durante il periodo invernale erano soliti andare durante l’inverno nelle località termali per ritemprarsi. I kijishi cominciarono a fare questo tipo di bambole anche per venderle ai clienti dei vari onsen come souvenir. Naturalmente venivano vendute soprattutto come bambole e venivano fatte soprattutto partendo dai pezzi di scarto di altri lavori.

C’è chi sostiene comunque, partendo dalla loro forma, che fossero degli strumenti utilizzati per i massaggi ed usate quindi nelle terme stesse.

A metà dell’era Meiji le sorgenti termali divennero popolari e la richiesta di queste bambole aumentò sempre di più. La clientela si allargò a tutti giapponesi e non solo ai contadini.

Le zone in cui ebbero vita queste bambole sono quelle della regione di Tohoku, come Naruko Onsen e Togatta Onsen nella prefettura di Miyagi e Tsuchiyu Onsen nella prefettura di Fukushima.

Con la maggiore produzione le bambole kokeshi divennero sempre più dettagliate ed elaborate e da giocattoli cominciarono ad essere dei veri e propri oggetti artigianali.

Non a caso e bambole kokeshi che sono state dichiarate prodotto di artigianato nazionale sono quelle della prefettura di Miyagi.

L’origine del nome si ebbe intorno al 1940. Sino ad allora ogni regione, utilizzando i propri dialetti, le chiamava in modo diverso. Tra i nomi più diffusi si ricordano: kideko, kiboko, kibokko, kogehoko, kogesu, kogesumboko.

In una fiera di vari artigiani nel 1939, la Kokeshi National Convention (全国こけし大会) tenutasi a Naruko, forse su suggerimento dei bambini che le utilizzavano come compagni di gioco, si decise di utilizzare l’unico nome di “kokeshi”.

Artigiano bambola kokeshi
Artigiano che lavora una bambola kokeshi

A cosa servono

In un documento del 1862 chiamato “Ogorimura Gokoku Goketsu Gokokusho” di Takahashi Chozo si parla di una bambola chiamata “Kiji Ningyo Kofukeshi” (木地人形こふけし)  che era una bambola che veniva donata a quel tempo per favorire la nascita dei bambini.

I contadini invece le acquistavano perché pensavano che fossero dei portafortuna in quanto avevano dei legami con le divinità della montagna e che fossero utili per incrementare il loro recupero fisico e mentale e che potessero portare un fruttuoso raccolto.

Non a caso i primi clienti delle terme erano spesso proprio i contadini che le compravano per i suddetti motivi.

Col diffondersi dell’uso delle terme questi fini si sono persi e sono diventati dei veri e proprio souvenir sino a diventare come oggi oggetti creativi spesso uniti anche alla tecnologia.

I loro predecessori

In passato esistevano due bambole chiamate “amagatsu” (天児 (あまがつ)) e Hoko (這子(ほうこ)) che non erano viste solo come bambole ma anche come talismani e portafortuna. Venivano infatti messe ai capezzali dei letti dei bambini per dissipare malattie, invocare una crescita sana e scacciare disastri.

Con la diffusione della pratica e delle terme le kokeshi le hanno però sostituite e queste sono cadute in disuso.

Diversi tipi di bambole kokeshi
Diversi tipi di bambole kokeshi

Diversi tipi di kokeshi

Anche se si dice kokeshi bisogna considerare che non ne esiste un solo tipo. Ogni zona di produzione utilizzava diversi canoni estetici e forme. Ad oggi si possono considerare che ci siano undici tipi di bambole.

La creazione di queste bambole si è concentrata soprattutto in una determinata aerea del Giappone.

Senza scendere troppo nei particolari ecco una lista dei diversi tipi di bambole kokeshi:

1Togata KokeshiPrefettura di Miyagi Creata nella zona delle terme di Togatta. Il corpo è cilindrico e dritto ed ha una grande testa. Gli occhi sono a mandorla e il naso è una “v” capovolta. Il corpo ha spesso motivo di crisantemi o di fiori di ciliego. Nei capelli viene disegnato un ornamento.
2Yajiro KokeshiPrefettura di MiyagiFatta dagli artigiani del villaggio di Shiroishi. Gli occhi sono disegnati con un singolo tratto ed ha il naso a goccia. Il corpo ha un forma carattersistica che presenta un’alternanza di cilindri, ovali e sfere. I colori usati rispecchiano la zona del Tohoku.
3Hijiori KokeshiPrefettura di Miyagi e YamagataIl primo tratto caratteristico è la folta chioma e gli occhi a doppia linea e a forma di mezzaluna. Tratto univoco è quello delle labbra ben marcate.  Si ispira a quella degli artigiani di Togatta e Naruko.
4Sakunami KokeshiPrefettura di MiyagiProdotta nelle zone delle terme di Sakunami vicino alla città di Sendai. Ha un corpo sottile e a forma cilindrica. Il corpo viene dipinto con una fantasia di crisantemi che hanno la forma di granchio e per questo viene chiamato “kanikiku” (crisantemo granchio).
5Naruko KokeshiPrefettura di MiyagiAnch’essa viene prodotta in una zona termale ed in particolare quella di Naruko. È quella che presenta il classico suono stridulo “kina kina” quando si gira la testa. I cappelli hanno un ornamento rosso chiamato “mizuhiki” (水引).
6Yamagata KokeshiPrefettura di YamagataLa testa è molto grande e può avere forma rotonda o ovale. La chioma ha la caratteristica della frangetta. Le labbra sono due linee molto sottili. Il corpo ha una fantasia di fiori. Per unirla al corpo si usa il metodo dell’inserzione. 
7Zao KokeshiPrefettura di YamagataSpiccano subito i ciuffi vistosi e ben marcati. Il corpo presenta una forma ondulata attaccato ad una testa grande, rotonda e sporpozionata. Viene fatta in due pezzi. Il corpo presente soprattutto fantasie legate a prodotti agricoli come l’uva, il mais o le peonie.
8Tsuchiyu KokeshiPrefettura di FukushimaFatte dagli artigiani delle terme di Tsuchiyu. Ha un corpo cilindrico che tende a stringersi verso l’alto e l’attaccatura con la testa. Il corpo è decorato con linee di colore rosso o nero. Il viso presenta un naso grande a goccia e occhi fatti con due linee.
9Tsugaru KokeshiPrefettura di AomoriProvengono dalle terme di Nuruyu. Il corpo è colorato e adornato con fantasie particolari che vanno dai daruma o i fiori di peonia. La classica forma a clessidra del corpo le rende uniche. I capelli non hanno adornamenti e gli occhi sono grandi. 
10Kijiyama KokeshiPrefettura di AkitaLa testa è molto piccola ed in questo caso risulta sporporzionata in senso inverso rispetto al corpo. Ha una folta chioma. Anche se in precedenza veniva assemblata tramite un piolo che connetteva corpo e testa ora viene fatta in un unico pezzo. Le fantasie variano e possono cambiare dal fronte al retro. Le più diffuse sono: fiori di ciliego, crisantemi e fiori di prugno.
11Nambu KokeshiPrefettura di IwatePrende il nome anche di Hanakami kokeshi. Si dice che venissero usate anche cose ciucci. Proprio perché svolgevano questa funzione non venivano verniciate. Solo successivamente hanno iniziato a farlo. I lineamenti sono semplicissimi: occhi composti da un linea, naso a goccia piccolo e labbra picolissime. Altrettando avviene per il corpo che presenta pochi colori e fantasie ridotte.

L’evoluzione delle bambole kokeshi

Le bambole kokeshi di oggi sono diventate anche un connubio di tradizione e tecnologia.

Per esempio, ci sono bambole kokeshi che fungono da torce e che risultano molto utili in casi di emergenza.

Un artigiano però si è chiesto come posso trovare questa torcia se mi trovo durante un terremoto di notte?

Questo artigiano ha deciso quindi di unire tecnologia e tradizione mettendo all’interno della bambola kokeshi non solo la torcia, come già si trova in altri modelli, ma anche un sensore interno che rileva l’inclinazione della bambola. Quando questa cade, automaticamente si accende la luce. È da notare che questa bambola non ha interruttore ma si accende solo quando si inclina.

L’idea è quella di voler fare diventare la bambola anche utile in caso di emergenza. Infatti, quando vi è un terremoto superiore al quarto grado la bambola cade e si accende e in caso di blackout può fare luce per circa 50 ore.

Gli artigiani che le fanno ci tengono a sottolineare che tutte è fatto artigianalmente come una volta. Solo la luce e il sensore naturalmente no.

Altre bambole kokeshi sono vuote all’interno ove vi è possibile inserire dei messaggi o delle pergamene all’interno. Così possono essere spedite come regalo e messaggio di auguri allo stesso tempo.

Non mancano nemmeno bambole kokeshi che fungono anche da hanko e quindi da timbri per contratti o documenti. Queste vengono vendute nelle loro confezioni e il certificato che identifica la registrazione dell’hanko presso gli uffici di competenza.

Oggi si trovano anche bambole kokeshi dalla forma inusuale tipo: Topolino, Doraemon, stormtrooper di Star Wars, etc…

Musei delle bambole kokeshi

In Giappone si trovano diversi musei delle bambole kokeshi. In particolare ve ne suggerisco due.

Il primo è quello di Zao Kokeshi che si trova vicino Sendai, per essere precisa a un’ora di autobus dalla città. Al suo interno troverete circa 5.000 bambole. Volendo avrete la possibilità di decorare la vostra bambola kokeshi. Considerate che il museo è solo in giapponese.

Sito: https://visitmiyagi.com/contents/zao-kokeshi-museum/

Il secondo è “Museo Tsugaru Kokeshi” che contiene circa 4000 bambole kokeshi. Qui troverete dimostrazioni di come sono prodotti, il laboratorio dove potete fare la vostra kokeshi e uno shop ben fornito. Il museo si trova al nord del Giappone vicino la città di Hirosaki.

Riepilogo dell’origine e del significato delle bambole kokeshi

  • Le bambole Kokeshi sono delle bambole di legno tradizionali prodotte nelle zone termali della regione di Tohoku ed oggi sono uno dei souvenir più diffusi.
  • In origine, nel periodo Edo, le bambole kokeshi erano un souvenir comprato dai contadini che frequentavano le sorgenti termali. Molti altri le acquistavano come portafortuna o giocattoli per bambini.
  • Le bambole kokeshi hanno avuto diversi nomi e si è deciso il loro nome ufficiale solo prima della Seconda Guerra Mondiale.
  • Le bambole Kokeshi più famose sono quelle dei tre principali luoghi di nascita, Naruko, Tokarida e Tsuchiyu. Ci sono molte altre famose zone di produzione in varie parti del Tohoku, e le caratteristiche variano a seconda della zona di produzione.